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Enologia del Tirreno cosentino in Calabria

I coloni greci, 3000 anni fa, battezzarono la Calabria, Enotria, ossia "terra del vino", dando vita al rito di donare questi vini agli atleti vincitori ad Olimpia. Di elevata gradazione alcolica e resistenti ai viaggi, i rossi calabresi si diffusero poi in tutto il mediterraneo fino al Medio Evo.
Oggi la Calabria produce moltissimi vini DOC, quelli che interessano il territorio del Tirreno cosentino sono 
il Verbicaro doc ed il Savuto. 
Il Verbicaro doc già nel ‘500 prese il nome che conserva ancora oggi da uno dei paesi in cui si produce, ubicato tra il Pollino e la costa tirrenica, il paese di Verbicaro. Coltivato e prodotto sulle falde occidentali del
Massiccio del Pellegrino, il vino Verbicaro doc ha ottenuto il riconoscimento Doc dall'Unione Europea nel 1995. L'area di produzione ricade nella provincia di Cosenza, tra i comuni di Grisolia, Santa Maria del Cedro, Santa Domenica Talao, Orsomarso e Verbicaro. Il vino Verbicaro Doc si produce con l'utilizzo di vitigni locali quali la Guarnaccia Nera, varietà autoctona del Gaglioppo, mescolata con il Greco Nero fino al 60% massimo, a questi si aggiunge la Malvasia Bianca o Guarnaccia Bianca fino al 30% e per il restante 10% si aggiungono altri vitigni a bacca rossa della zona. Si ricavano così il Verbicaro rosso Doc che ha una gradazione minima totale pari al 13% ed il Verbicaro rosato Doc che ha una gradazione del 10,5%, mentre la qualità Riserva, invecchiata 2 anni in botte, ha una gradazione di 13,5%. Il Verbicaro bianco Doc è ottenuto invece da una mescolanza di vitigni di Greco Bianco al 40%, Malvasia Bianca al 30%, Guarnaccia Bianca al 20% e per il restante 10% si impiegano altri vitigni a bacca bianca non aromatica della zona. Il bianco del vino Verbicaro ha una gradazione minima totale di almeno il 12%.
Come la gran parte dei vini prodotti da vitigni coltivati in terreni calcarei e porosi, con una forte permeabilità, il Verbicaro Doc ha un livello medio-basso di zuccheri che gli conferisce il classico colore rubino più o meno carico con sapore vinoso, asciutto e delicato. Mentre il bianco dal colore giallo paglierino ha un sapore più secco e aromatico. Tutte le tipologie del vino Verbicaro Doc hanno un'acidità minima totale del 4,5 per mille come stabilito dal disciplinare. Nel 1998 è nata la Verbicaro Viti e Vini S.r.l. istituita per promuovere la valorizzazione commerciale del vino Verbicaro Doc con l'analisi delle qualità dei vini, nonchè con lo studio delle caratteristiche agronomiche dei terreni per i nuovi innesti.
Il vino Savuto doc, coltivato e prodotto nella bassa valle del
fiume Savuto, sul versante tirrenico della Calabria, ha ottenuto il riconoscimento Doc dall'Unione Europea nel 1995, come la maggior parte dei vini calabresi. L'area di produzione si estende lungo la valle del fiume Savuto. Il vino Savuto Doc si produce nella unica varietà di rosso con l'utilizzo di uva proveniente da vitigni locali come stabilisce il disciplinare di produzione. Il vinaggio si ottiene dalla mescolanza del Gaglioppo per il 35-40%, Nerello Cappuccio e/o Magliocco Canino e/o Sangiovese per il 30-40% e la Malvasia bianca in aggiunta ad altri vitigni a bacca bianca della zona per un massimo del 25% del volume totale. Secondo il disciplinare di produzione il vino Savuto Doc deve avere un colore rosso rubino più o meno intenso, profumo caratteristico e sapore asciutto, con una gradazione minima totale del 12%. La qualificazione Superiore del vino Savuto Doc si ottiene invece dopo 2 anni di invecchiamento obbligatorio, che danno al vino una gradazione minima totale del 12,5%. Il Savuto è uno dei vini più antichi della Calabria, apprezzato sin dai romani con il nome di Sanutum, venne menzionato nelle opere letterarie dell'archeologo francese Francois Lenormant e del viaggiatore inglese Norman Douglas.
Il Tirreno cosentino è rinomato, inoltre, per la produzione di liquori e sciroppi a base di cedro e di limone, entrambi ampiamente diffusi lungo la costa; il cedro in particolar modo, visto che da il nome alla Riviera, detta, appunto, Riviera dei cedri.

 

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