Terme Luigiane
BuonvicinoPiccolo comune dell'alto tirreno cosentino adagiato a 400 mt slm che conta circa 2000 abitanti, distribuiti su un territorio di 55 chilometri quadrati, per una densità di 43 abitanti per chilometro quadrato.
Buonvicino ieri: il comune nasce intorno al 1200 con l'unione di tre casali: Tripidone, Salvato e Triggiano. All'inizio ci furono continue faide, ma grazie all'intervento dell'imperatore Michele IV di Costantinopoli la situazione si placò. Questo infatti diede in privilegio le terre e i coloni a San Ciriaco, abate del Monastero di Santa Maria dei Padri; i frati concessero ai tre casali di coltivare e praticare il pascolo in quelle fertili terre e in seguito il monastero assunse la carica di eparchia (ente superiore che comprende tutti i centri basiliani dell'alto tirreno) e divenne punto di riferimento dei riti greco-ortodossi. Attratti dall'influenza benefica del monastero, gli abitanti dei tre casali si trasferirono nei dintorni di questo. I monaci decisero di suggellare l'unione tra le tre comunità , da cui scaturì il toponimo ufficiale nel 1869 di Buonvicino, buoni vicini, appunto per la carattersitica del loro quieto vivere. Buonvicino oggi: il territorio di Buonvicino si estende lungo il crinale della Montea, tra il Pollino e il mare Tirreno, e costituisce una delle porte d'accesso alla zona sud del Parco Nazionale del Pollino. Le verdi vallate, le pareti rocciose modellate dalle acque, le piccole cascate, gli improvvisi dirupi e i canaloni (canyon) percorsi da sinuosi torrenti sono lo scenario incantato nel quale si snodano suggestivi itinerari. Buonvicino caratteristica: fino agli anni settanta era il cedro, usato nell'industria dolciaria, la principale risorsa agricola del territorio. Oggi l'unica realtà sopravvissuta è l'azienda Italcedro che distilla liquori. Le cedrerie di un tempo sono state, per la maggior parte, convertite in uliveti e vigneti. Il paese, non offrendo grosse possibilità occupazionali, ha subìto forti periodi di emigrazioni che lo hanno, nel tempo, spopolato. Ai nostri giorni la gente tende a spostarsi nelle contrade nate a valle, dove è più facile trovare lavoro nelle imprese edili sorte lungo la costa tirrenica. I pochi abitanti rimasti nel centro storico sono impiegati e operai. |
Comune Buonvicino