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Paola

Paola è un comune di 18.683 abitanti in provincia di Cosenza. È principalmente conosciuta per aver dato i natali a San Francesco di Paola ed ospita il Santuario del Santo, centro dell'Ordine dei Frati Minimi. Il comune di Paola confina lungo la costa a nord con il territorio di Fuscaldo, a sud con San Lucido ed all'interno con Montalto Uffugo e San Fili. Dista 39 km dal capoluogo di provincia. È il sesto comune più grande della provincia, infatti prima della cittadina tirrenica i comuni più grandi sono Rende, Rossano, Corigliano, Acri e Castrovillari. Paola dista 50 km dall'aeroporto internazionale di Lamezia Terme e 45 km dall'aeroporto privato di Scalea. La città è dotata di un importante scalo ferroviario.

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Paola ieri:  ha origini assai remote, soprattutto confuse, perché nessuno storico è riuscito a stabilirne il periodo di nascita e l'etimologia del nome. Solamente sotto gli Svevi, comunque, Paola comincia ad assumere una propria dimensione che andrà sempre più sviluppandosi. La famiglia Ruffo fu la prima a godere su di essa diritti feudali. All'inizio del secolo VI, però, cominciò la vendita delle località fiscalizzate e Paola fu acquistata dagli Spinelli di Fuscaldo, i quali governarono su di essa per circa tre secoli. Intanto viveva, in quel tempo, in Paola, Francesco d'Alessio che sarebbe stato poi proclamato Santo, dopo la morte avvenuta in Francia nel 1507.  Lo sviluppo della città s'identificherà sempre di più nelle vicende di questo Frate eremita che raggiunse - per santità e per saggezza - un'importanza europea. Il sec. XVI fu senz'altro il periodo d'oro per Paola, grazie specialmente a San Francesco, i cui fedeli provenivano da ogni parte della Calabria. Per questo motivo si ebbe un incremento urbanistico notevole per quei tempi. La città espandendosi, venne abbellita nei palazzi, nelle strade e nelle fontane. In poco meno di un secolo, si delineò una febbrile attività edilizia ed artistica. Gli scalpellini locali, maestri nella lavorazione della pietra, furono artefici di singolari lavori. Questa loro bravura, ancora oggi si può ammirare nei portali delle chiese, nei numerosi palazzi e nelle artistiche fontane.  Grandi meriti vanno riconosciuti pure ad alcuni Ordini religiosi che, insediando nella città complessi architettonici di rilievo, svolsero anche attività religiose e culturali in favore della comunità paolana. Oltre ai Minimi (che vi sono tutt'ora), infatti, operarono in Paola gli Agostiniani, i Cappuccini, i Domenicani, i Gesuiti ed i religiosi dell'Ordine di Santa Maria di Valle Giosafat che furono i primi a stabilirvisi. Paola nel 1494 e nel 1496 fu proclamata "Città" da Alfonso II e Ferdinando II d'Aragona e tale titolo le fu confermato da Filippo II re di Spagna. La Città è gemellata con Frejus (Francia) dal 1983, cinquecento anni dopo che San Francesco attraverso la cittadina francese, salvandola dalla peste.

Paola oggi:  si presenta come una ridente cittadina stretta tra il verde delle colline che la sovrastano e l’azzurro del mare che lambisce le sue ampie spiagge. Grazie al suo fortunato destino di essere patria di San Francesco, alla sua felice ubicazione, alla conformazione varia del territorio ed alle infrastrutture presenti, è in grado di proporre un’ offerta turistica a 360°.
Il paesaggio digrada dolcemente dal verde delle colline che le fanno da cornice, dove è inserito il Santuario di San Francesco, come un baluardo a protezione della cittadina, all’azzurro del mare che la bagna. Offre chilometri di ampie spiagge attrezzate con numerosi lidi dotati di ogni comodità e servizi per adulti e bambini Il lungomare offre locali di vario genere, pizzerie e ristoranti.

Paola caratteristica:

Itinerario turistico a Paola: Piazza del Popolo è il cuore della città storica e della modida serale dei paolani. Qui si accede dalla imponente Porta di Città o Porta di San Francesco, che ne incornicia la bella prospettiva con la facciata della Chiesa di Montevergine a farne da sfondo. Di epoca cinquecentesca, la porta in tufo è affuancata da uno dei bastioni delle mura che cingevano il centro urbano, ed è sormontata da un'edicola a baldacchino con all'interno la statua del Santo. Oltre a due scudi marmorei, su uno dei quali è raffigurato il pavone simbolo della città, è presente sulla porta una lapide a ricordo del terremoto del 1638 che risparmiò miracolosamente la vita della città.
Al centro della piazza, la magnifica fontana in pietra arenaria detta dei pisciarieddi, trasposizione dialettale dell'enfamt qui pisse, che un tempo ne ornava la sommità. Realizzata in pietra arenaria, con quattro protomi dai quali sgorga l'acqua, la fontana è opera di artisti locali.
La Chiesa di Montevergine venne edificata con tutta probabilità nel quattrocento, e ristrutturata nel settecento ad opera dell'architetto Nicolò Ricciulli, che oltre alla scalinata con balaustra attualmente visibile, inserì nella facciata elementi decorativi in tufo. Di grande interesse anche i dipinti presenti all'interno della chiesa, dalle tele cinquecenteschedelle navate, alla Madonna con Bambino di iconografia bibantina che sovrasta l'Altare Maggiore. In una delle navate, un piccolo organo ad armadio datato 1752.
Sulla destra della piazza, un insieme molto gradevole è quello formato dalla Torre dell'Orologio, il cui meccanismo originario venne realizzato dai Gesuiti in un palazzo nobiliare con logge e balconi in stile catalano. L'arco che sorregge la Torre dell'Orologio introduce ad una stradina molto suggestiva denominata Via Lungo Terravecchia che merita senz'altro una passeggiata.
La salita che si apre di fianco alla Chiesa di Montevergine è Via IV Maggio, che conduce alla Casa Natale del Santo, trasformata in oratorio nel corso del XIX secolo è nota col nome di San Francischieddu. La facciata, con un portale lapideo in stile neoclassico del XIX secolo ad opera di artisti locali, introduce all'unica navata interna. Restaurata nel 1940, la chieseta è stata decorata con dipinti murali dell'ungherese Giovanni Haynal.
A ridosso della chiesa si presenta uno dei più bei palazzi dell'intero tirerno cosentino adibito in passato come caserma dei carabinieri con annesse stalle; anche questo palazzo rispetta lo stile circostante, con balconi in foggia catalana del XVI secolo. 
Alla fine di Via IV Maggio si presenta il complesso dell'Antico Acquedotto Cittadino, che in questo tratto terminale scorre sopraelevato su archi in pietra e consentiva l'alimentazione dell'antico Mulino andato distrutto nell'alluvione del Fiume San Domenico nel 1513.
Da Via IV Maggio si accede anche a Salita Immacolata sulla quale si affaccia Palazzo Scorga, già di proprietà del geranca fascista Carlo Scorga, ultimo Segretario del Partito Nazionale Fascista, ed attualmente Ostello della Gioventù.
Arteria di grande effetto prospettico, Corso Garibaldi è la strada che si diparte da Piazza del Popolo e sulla quale si affacciano gran parte degli edifici di maggior pregio artistico e architettonico della città. Tra questi, l'imponente Collegio edificato dai Gesuiti, attualente in fase di restauro, e sul cui portone d'ingresso una lapide ne ricorda l'anno di fondazione avvenuta nel 1615 grazie ad un lascito di Donna Dianora Spinelli. A ridosso del Collegio si trova la Chiesa del Santissimo Rosario, risalente alla fine del XVII secolo e composta da una navata centrale molto ampia con abside e quattro cappelle laterali. Oltre al pregevole altare maggiore in marmo intarsiato ad opera di maestri napoletani, l'internoè particolarmente ricco di testimonianze artistiche, ocme le tele seicentesche che sovrastano e ornano i lati dell'altare, il pulpito ligneo intarsiato del settecento opera di artisti locali, lo spendido organo a canne del XIX secolo.
Di fronte alla chiesa, si apre un piccolo spazio con fontana detta dei Sette Canali dal numero di protomi da cui si compone al di sopra del quale sorgeva il Quartiere Fontane Vecchie, andato pressochè distrutto durante i bombardamenti della
Seconda Guerra Mondiale.
Proseguendo oltre questo spazio si trova la Chiesa San Giacomo, databile XV secolo sulla cui facciata in tufo si legge l'iscrizione "Carlo Palmiero da Paola artefice 1832"; composta da tre navate nelle quali trovano posto otto altari, la chiesa presenta una bella Torre Campanaria coperta da una deliziosa cupola decorata con tessere di maiolica.
Alle spalle della chiesa, merita una passeggiata lo streto reticolo di vicoli dell'antico Quartiere Rocchetta dove era ubicato un vecchio ospedale.
Via Duomo deve la sua denominazione alla presenza del Duomo cittadino, la Chiesa Matrice della Santissima Annunziata, raggiungibile a piedi risalendo la scalinata di Salita Immacolata posta alle spalle di Piazza del Popolo, oppure dalle gradinate che partono dalle Sette Fontane. Risalente al XV secolo, la chiesa presenta strutture di origini più remote venute alla luce dopo i recenti restauri che hanno eliminato le aggiunte successive. Già sede di un'arciprelatura, questa è la chiesa dove venne battezzato lo stesso San Francesco ed al suo interno sono conservate preziose testimonianze artistiche, ad iniziare dal coro ligneo con scranni datato 1786 e la balastratura in marmi policromi dell'altare maggiore. Pregevoli sono poi i dipinti, della Circoncisione e dell'Ascensione, che ornano l'altare e le navate.
A ridosso del Duomo si affacciano su questa strada alcuni palazzetti nobiliari tra cui Palazzo Barone, al quale si accede dalla stessa scalinata della chiesa, e Palazzo Perrimezzi, appartenente ad una delle famiglie più antiche della città, nella cui genealogia si annovera Monsignor Giuseppe Perrimezzi vescovo di Ravello e Amalfi.
Alla fime di Via Duomo, in cima a Salita Immacolata, si trova la chiesetta omonima alla quale era originariamente annesso un antico ospedale dove trovarono accoglienza numerosi cittadini durante l'epidemia di peste del 1656. Risalendo Via Duomo per Via San Francesco si raggiunge in Sant'Agostino, il più antico complesso monastico fondato in Calabria dai Padri Agostiniani. Restaurato di recente, il complesso si compone del convento e dell'annessa Chiesa Santa Caterina, magnifico esempio di gotico adibita attualmente ad auditorium e sulla cui facciata è presente un pregievole portale  tufaceo del 1493. All'interno del Convento sono attualmente ubicati gli uffici del Comune, resi suggestivi dal piccolo chiostro con archi in pietra sorretti da colonnine di diversa foggia, alcune delle quali stilofore. Nelle sale ubicate al piano superiore trova posto una magnifica Bibblioteca Comunale, dalla quale si accede però dal lato di Corso Cristoforo Colombo.

 


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